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Abarth

Karl Abarth nasce a Vienna nel 1908, fin da ragazzo Karl fu un appassionato di auto e un pilota irrequieto a vent’anni iniziò a collezionare successi motociclistici dopo di che cominciò a progettare e realizzare motociclette marchiate Abarth. Ma dopo un paio di incidenti pose termine alle corse per dedicarsi anima e corpo alla progettazione. I suoi scarichi divennero famosi in Europa, ed entrò nel team di Rudolf Hruska. Con Hruska, Abarth si dedicò alla progettazione, per conto dello Studio Porsche, della Cisitalia 360 Gran Prix. Nel 1949 Carlo Abarth fondò con Armando Scagliarini la Abarth & C. con sede in Torino; lo Scorpione, segno zodiacale di Carlo diventò il marchio della fabbrica. Le prime realizzazione di Abarth partirono da scocche Cisitalia, motorizzate con il motore 1089 cc Fiat, opportunamente elaborato. La prima Abarth fu la 204A, una roadster sviluppata anch’essa partendo dalla nota Fiat 1100. L’attività sportiva della Abarth & C. continuava ad affiancare la produzione di kit di scarico. L’efficacia dei propri prodotti, ed un’efficiente pubblicità garantirono alla piccola febbrica torinese il successo che meritava, scavalcando i confini nazionali e continentali. Il legame con Fiat si fece sempre più forte arrivarono vetture come le 750 Bertone e Zagato. Negli anni sessanta le 750, su meccanica Fiat 600, si evolveranno nelle varie 850 e 1000 T/C. Viene elaborata anche la Fiat 500 che diventa la 500 Abarth, trasformata nelle 595 e 695 SS. Arrivarono le nuove Abarth OT, su base Fiat 850, delle Abarth-Simca e delle derivate Fiat 2300. Alla fine degli anni sessanta Abarth diete vita alla versione sportiva della A112 era il 1971, fu la sua ultima creatura. Il 1° agosto dello stesso anno, la Abarth & C. entrò nell’orbita Fiat. Abarth continuò a marchiare auto sportive come la 124 Abarth rally. Sotto la gestione Fiat arrivano la Pinifarina-Abarth 030, da cui nasce la Lancia Beta Montecarlo. Il prototipo X1/9 Abarth e la Abarth 031 derivata Fiat 131 da cui nasce la 131 Abarth rally, destinata a sostituire la 124 (e la Lancia Stratos) e, sul piano delle versioni stradali, la 131 Abarth Volumetrico. Con la Lancia Rally 037 del 1982, Abarth e Pininfarina si cimentarono per la seconda volta sulla Beta Montecarlo. Nel frattempo la gamma delle Abarth stradali, vendute con i marchi Fiat e Autobianchi, affiancò alle A112, la Ritmo 125 T/C Abarth. Quest’ultima fu sostituita nel 1982 dalla 130 T/C Abarth, ultima vettura di serie a fregiarsi dello Scorpione. Negli anni ’90 si è tornati a parlare di Abarth, prima con un kit rally dedicato alla Cinquecento, poi con un prototipo molto interessante. Nel ’98 un nuovo lampo fa ben sperare gli appassionati: è il prototipo Stola Abarth Monotipo, una bella coupè realizzata sulla scocca della Fiat Barchetta, mossa del cinque cilindri Fiat 2 litri, portato fino a 280 cv. Presentata ufficialmente e rimasta esemplare unico. Nel 2001 è quindi la volta della Stilo. Purtroppo sulla Stilo Abarth lo Scorpione non riesce a pungere. Così, dopo 6 anni di riposo l’Abarth presenta delle promesse si chiamano Grande Punto e 500.

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